Atlante dell'Appennino

La Fondazione Symbola presenta l’Atlante dell’Appennino, un’iniziativa promossa dal Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna e dal Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano con il sostegno del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

Le aree interne sono una grande riserva di valore per tutto il paese: occorre uscire dall’emergenza e ritrovare una visione e un approccio di lungo periodo

Per la prima volta viene proposta una lettura unitaria e complessiva dell’Appennino, capace di far emergere l’importanza, la rilevanza e la centralità nelle geografie fisiche, storiche, economiche e culturali del Paese.
Racconta le fragilità ma anche le straordinarie potenzialità del più importante sistema montuoso Mediterraneo, vero palinsesto di tutte le fasi della civilizzazione occidentale.

UNA GRANDE RISERVA DI VALORE PER IL PAESE

L’Appennino – protagonista di tanta parte di storia, letteratura e arti italiane – è per anni scomparso, anche come parola, dalle prime pagine e dai titoli dei telegiornali, se non nelle tristi occasioni dei terremoti. Le scosse sismiche, che hanno provocato enormi sofferenze, hanno catturato l’attenzione generale sì, ma solo a intermittenza, e purtroppo focalizzandola solo sui bisogni più immediati: l’edificato piuttosto che le attività, le case piuttosto che l’abitare, l’alloggio piuttosto che il vivere.
È rimasta sullo sfondo la crisi preesistente dei territori, dentro e fuori i crateri dei terremoti che hanno colpito negli ultimi anni l’Appennino centrale.

Misurarsi con essa richiede visione e approccio di lungo periodo, oltre l’emergenza.
Richiede di coniugare conservazione e competitività, patrimonio storico e tecnologie avanzate, qualità ambientale e intraprendenza creativa. Richiede di potenziare e motivare il capitale umano, di sostenere i progetti di prospettiva e i giovani.
Siamo al tramonto della fase della destrutturazione e dell’abbandono conseguenti al boom industriale e urbano del dopoguerra. Proprio ora c’è la possibilità di un nuovo equilibrio, trainato da ambiente e sostenibilità, valori forti e presenti nell’habitat e nei modi di vita dell’Appennino.

Sono stati i Parchi, in Italia, i soggetti a perseguire per primi questa prospettiva. Riscoprire e proteggere insieme natura, cultura, storia e paesaggio ha restituito una funzione e un appeal perduto a tante terre alte. “Riconquistare l’eredità dei padri per possederla davvero” aveva scritto Johann Wolfang von Goethe. In qualche misura i Parchi lo hanno fatto.
La missione di conservazione si è allargata, è diventata missione culturale e sociale, attiva e generativa, ben oltre le aree protette. Così è stato con le prime azioni di sistema, come Appennino Parco d’Europa; o nella scelta di promuovere relazioni o con la scelta di mettere in valore la prossimità e le opportunità di scambio con le vicine aree urbane e con il mare.

DOVE TROVARE L’ATLANTE

La versione digitale dell’Atlante è scaricabile dal sito della Fondazione Symbola.

 

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