Del Trullo si parla come se fosse una cosa sola, mentre contiene almeno tre situazioni diverse: Monte Cucco da una parte, Monte delle Capre dall’altra e via del Trullo che gli scorre in mezzo e lega il tutto. Da una parte sfocia sulla Portuense, dall’altra sulla Magliana vecchia. Tre storie differenti a cui bisognerebbe aggiungerne una quarta, Piana del Sole, che però se ne sta lassù, in disparte, più vicina a Corviale.

Trullo e Monte Cucco: da borgata senza identità, abusiva e senza servizi, a quartiere della street art. UN MUSEO A CIELO APERTO, DA SCOPRIRE RIGOROSAMENTE A PIEDI

In origine c’è il nucleo di via del Trullo, ma nel dopoguerra a Monte Cucco si insediano le palazzine popolari dello IACP per alloggiare gli sfollati da Borgo Pio e dai Fori. Sulla collina di fronte, a Monte delle Capre, gli immigrati dal Sud si danno un tetto e pian piano cresce una borgata, abusiva e senza servizi. Oggi, dal punto di vista urbanistico, è stato messo un po’ ordine, al posto delle baracche ci sono palazzetti rifiniti, dove tutti si conoscono e tutti si salutano: un luogo in cui c’è vicinanza più che altrove, solidarietà e anche un’inusuale spirito artistico.
Quello che era un quartiere degradato è oggi un vero museo a cielo aperto da riscoprire – rigorosamente a piedi – tra murales e versi in romanesco.

Trullo, da borgata degradata a culla della street art

Se in passato godeva di una cattiva fama, considerato quartiere malfamato, grazie all’impegno dei suoi abitanti sta cambiando volto. Sono soprattutto i giovani a darsi da fare: sono tante, infatti, le iniziative in cantiere per dare la giusta visibilità a realtà che, troppo spesso, rimangono nell’ombra. Come Perìfera, una startup nata da un gruppo di studenti e ricercatori dell’Università di Roma Tre con l’obiettivo di raccogliere, in un’apposita piattaforma, idee originali e tour insoliti alla scoperta delle periferie. Non è da meno Trullo Lab, un’associazione culturale creata da ragazzi del Trullo che, mossi da grande entusiasmo, intendono dare una nuova vivibilità al loro quartiere.

Qui vige solo una regola: camminare rigorosamente con il naso all’insù. A rapire l’attenzione sono infatti coloratissimi murales. Sono ovunque. I meriti vanno ai Pittori Anonimi del Trullo: gruppo di street artist per passione che, con il loro tocco magico, hanno cercato di abbattere ogni barriera: usano la loro arte per incentivare la socializzazione e andare oltre il classico, ma freddo, ‘buongiorno’ e ‘buonasera’, usando i colori per creare connessioni, sociali e culturali.

Sulla base di questa esperienza, sono nati anche i Poeti Anonimi del Trullo: un collettivo di sette giovani artisti di street poetry che hanno deciso di mettere in versi la loro quotidianità. Si definiscono “Un coro che soffia e diffonde, da un piccolo pezzo di mondo chiamato Trullo, il vento poetico del MetroRomanticismo”.

Il tutto è reso fruibile anche grazie alla presenza del Centro Mitreo Iside – Arte contemporanea: uno spazio culturale polifunzionale di nuova concezione, pensato per rappresentazioni teatrali, concerti e intrattenimento danzante. Un’esperienza-pilota che oggi consente a tutti di unire più linguaggi ed attività, nella legalità.

Il cammino, strumento per conoscere una “periferia delle meraviglie”

Il cammino diventa qui occasione per accendere i riflettori sulla ricchezza e sul fermento culturale di una periferia di Roma con i suoi scorci panoramici sull’Eur e l’ansa del Tevere da Monte Cucco, Torre Righetti, i ruderi di Villa Kock e Villa Baccelli, i murales di artisti straordinari come Gomez, Solo, Moby Dick, e le poesie di strada tra cui quelle di Ivan Tresoldi e Gio Evan, di cui sono stati letti vari versi nel corso del cammino.
L’iniziativa si chiama “Periferia delle Meraviglie“, ideata da Ilaria Canali e la sua Comunicazione in Cammino, tra i protagonisti di All Routes lead to Rome.

 

Rispondi