Cammini della Regina – Dal Reno al Po

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    Cammini della Regina - dal Reno al Po

    Un’antica strada romana tra la pianura e le Alpi, tra Milano e l’Europa, tra il Po e il Reno. Da via di collegamento strategica a direttrice turistica per la riscoperta del territorio, della sua storia e delle sue bellezze. Da Erasmo da Rotterdam a Goethe, da Andersen a Nietzsche, Bakunin ad Albert Einstein: i Cammini della Regina hanno accompagnato molti nomi celebri della storia europea.

    L’importanza di questa via di comunicazione transalpina trova conferma nell’ampia documentazione di “passaggi” celebri, come quello di Erasmo da Rotterdam (1509), Johann Wolfgag von Goethe (1788), Hans Christian Andersen (1852 e 1873), Friedrich Nietzsche (1872), Michail Bakunin (1874) o Albert Einstein (1901), per non parlare della rovinosa discesa invernale in Italia delle truppe napoleoniche comandate dal generale MacDonald (1800).

    Trova anche una straordinaria conferma cartografica, tra le più antiche del mondo moderno: a fine Quattrocento, la celebre Carta Romweg (“Via di Roma” o “via romea”) di Erhard Etzlaub, conservata al Bayerische Staatbibliothek di Monaco di Baviera.
    La prima road map stampata dell’Europa centrale, pubblicata per il Giubileo del 1500 a supporto dei pellegrini diretti a Roma, aveva come asse principale la Via Regina – Spluga (Coira, Spluga, Chiavenna, Como, Milano, e poi Pavia, sull’itinerario di Sigerico, arcivescovo di Canterbury): prova che, di fatto, il percorso è anche una “Via Francigena”, ovvero una via di pellegrini provenienti dal territorio germanico.

    Via storica quindi, ma anche via di pellegrini europei e di potenziale connessione con altre due grandi vie di pellegrinaggio europee: la Via Jakobi o Jakobsweg (il moderno Cammino di Santiago) svizzero-tedesca, passante da Coira, e la via Francigena di Sigerico, facilmente raggiungibile a sud di Milano.
    Ma anche uno splendido itinerario pedonale transalpino dal lago di Como alla Svizzera e al resto d’Europa, da riproporre oggi ai moderni pellegrini o, più generalmente, a tutti coloro che, sempre più numerosi, amano riscoprire ampi tratti di territorio in nuova visione lenta e sostenibile.


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