We are Europe for Culture

La Commissione europea ha pubblicato una call che cerca di intercettare i pubblici più difficili da raggiungere, cioè i giovani europei di età compresa tra i 13 e i 30 anni, gli over 55 e chi è più difficilmente raggiungibili perché vive in zone isolate, in situazioni di povertà o non è impegnato in attività scolastica o lavorativa.
L’iniziativa si inserisce tra i progetti a lungo termine che la Commissione sta sviluppando attorno a 10 temi (10 European Initiatives) affinché questo anno tematico lasci un’impronta e dia delle direzioni politiche anche dopo il 2018.

Una call della Commissione Europea per traghettare i risultati dell’anno europeo del patrimonio oltre il 2018

Le 10 Iniziative Europee, che si sviluppano intorno a quattro aree (impegno, sostenibilità, protezione, innovazione), raggruppano una serie di azioni e progetti sperimentali. WeAre#EuropeForCulture emerge proprio tra i progetti della prima iniziativa europea intitolata “Condividere patrimonio, storia e valori per avvicinare gli europei” e volta a sensibilizzare i cittadini sul legame tra il proprio patrimonio personale e quello europeo per rafforzare il senso di appartenenza a uno spazio comune.
Weare#EuropeForCulture è una call for tender con scadenza il 10 settembre e con un budget di assegnazione massimo di 300.000 euro. Il progetto si compone di una serie di attività che devono essere portate a compimento entro 15 mesi dall’assegnazione di questo bando di gara.

Il primo punto riguarda la pianificazione di una mostra pop-up da realizzare in almeno sette stati dell’Unione Europea più Bruxelles. La mostra dovrà essere realizzata con i partner locali e dovrà raggiungere un pubblico di almeno 2.000 utenze con una percentuale di giovani (13-30 anni) e meno giovani (+55) del 10%. Il concept della rassegna è il patrimonio culturale e la possibilità di scegliere cosa esporre secondo la scala di valori del gruppo scelto come target. Non ci sono limiti su quale patrimonio esporre (materiale/immateriale, mobile/immobile) l’unica prerogativa è che ogni mostra dovrà includere alcuni esempi di patrimonio personale (foto, lettere, oggetti d’antiquariato), o patrimonio locale (opere d’arte, performance, festival dalla zona), o patrimonio di rilevanza europea (ad esempio quello incluso nelle collezioni Europeana o i vincitori del premio Europa Nostra), o anche patrimonio internazionale all’interno delle liste UNESCO.

Oltre al raggiungimento di nuovi pubblici, l’iniziativa dovrà porsi anche l’obiettivo di accendere il dibattito sul valore del patrimonio culturale e il rapporto tra quello personale, locale ed europeo. Sarà necessario, inoltre, identificare le organizzazioni partner adatte e garantire il coinvolgimento locale e selezionare i paesi partecipanti in un’ottica di equilibrio geografico. Tutte le mostre dovranno essere concluse entro 14 mesi dall’avvio del progetto, l’ultima a chiudere sarà quella di Bruxelles.

In secondo luogo è richiesta la progettazione, produzione e distribuzione di un kit di comunicazione che accompagni la mostra, tra cui tabelloni, volantini, etichette, questionari di valutazione per i partecipanti, fogli di osservazione per i facilitatori. In ultimo, la diffusione e la comunicazione delle attività e dei risultati del progetto attraverso i siti web e i canali social esistenti e la produzione di una relazione finale. Il vincitore della gara dovrà inoltre organizzare e ospitare un piccolo laboratorio a margine della mostra di Bruxelles che coinvolga le organizzazioni e i principali network europei di settore oltre ad alcuni dei gruppi che hanno partecipato.

Oltre alla presentazione del soggetto richiedente l’appalto secondo la Legal Entity Form, la domanda dovrà comprendere l’offerta tecnica dove si esplicano le metodologie e la programmazione delle attività richieste e l’offerta finanziaria. Entro due settimane dall’assegnazione del contratto, l’organizzazione scelta dovrà fornire alla commissione i dettagli delle location scelte nei vari paesi selezionati, i partner individuati e un mock up del materiale di comunicazione.
Il bando completo è scaricabile al seguente link.

[ Tratto da Il Sole 24 Ore, a firma di Roberta Capozucca ]

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