Seppure la segnaletica possa risultare carente, sono davvero numerosi i sentieri che consentono di attraversare lentamente la Sicilia: è sufficiente un minimo di esperienza di escursionismo, un discreto senso dell’orientamento e mettersi in viaggio. L’isola è un incredibile giacimento di percorsi: sono le antiche trazzere, oltre quattrocento sentieri della transumanza lasciati in eredità dai popoli – Romani, Norrnanni, Aragonesi – che secolo dopo secolo si sono succeduti nel dominio dell’isola.

Camminare e pedalare – anche in modalità “assistita” – sono modalità di viaggio che consentono di decodificare il paesaggio siciliano che appare diverso dietro ad ogni curva, dominazione dopo dominazione, dimenticando per un momento il mare e la costa per percorrere l’infinito mare interno di campi, vigne e colline. E anche montagne: non solo l’Etna che dall’alto scruta l’isola ma le cime dei Nebrodi, delle Madonie e del Peloritani. E tutti i percorsi che uniscono i quattro canti della Sicilia.

La Dorsale dei Nebrodi, in particolare, è una traversata di circa 70 km all’interno del Parco dei Nebrodi in prossimità della cresta montuosa dell’area protetta più grande della Sicilia, lungo l’appennino siculo. Straordinaria la varietà di ambienti, paesaggi, flora, fauna che si potranno osservare durante il trekking: boschi maestosi e fittissimi (faggete di Pizzo Fau, Mangalaviti, Serra del Re), rarità botaniche (bosco della Tassita), zone umide di grande interesse e fascino (Maulazzo, Biviere, Cartolari, Trearie), spettacolari punti panoramici (solo alcuni tra i più belli: P.lla Pomiere, Monte Pelato, P.lla Biviere, P.lla Testa). I centri abitati di riferimento sono Floresta, ad Est, comune più alto della Sicilia (1272 m s.l.m.) e Mistretta, ad Ovest (950 m s.l.m.).
L’itinerario che si percorre si suddivide in 3 tappe: si percorre da Est ad Ovest, partendo da Case Badessa (Tortorici/Floresta) e arrivando il terzo giorno presso l’Urio Quattrocchi nel territorio di Mistretta ma – avendo a disposizione più giorni – si possono apportare delle varianti ed una suddivisione diversa delle tappe.

Poi ci sono la Via dei Frati e il progetto “Cammini Francescani in Sicilia“, cofinanziato dall’Assessorato al Turismo della Regione Sicilia e dal Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, che propone la valorizzazione turistica di alcune realtà conventuali francescane, localizzate in siti di particolare rilievo culturale e naturalistico, attraverso percorsi di mobilità dolce e una articolata rete di offerta di servizi specialistici e di qualità.
I percorsi – da realizzarsi a piedi, in bici o a cavallo – seguono i sentieri percorsi un tempo dal Fra Beato Arcangelo da Calatafimi.


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