All Routes lead to Rome è un Meeting, dunque per sua natura un momento annuale di incontro: tante giornate da condividere, tra seminari e convegni, con centinaia di relatori, ma anche decine di esperienze diversificate, dai concerti di musica sacra alle cicloescursioni, senza dimenticare momenti di convivialità e di condivisione.

I convegni sono soltanto una parte delle attività del meeting: cammini, cicloescursioni, visite guidate, concerti, spettacoli e molte altre esperienze per 10 giorni da condividere

È di tutta evidenza come la domanda turistica sia alla ricerca di nuovi orientamenti, in grado di restituire un nuovo senso del viaggio basato sull’esperienza, in una rinnovata ricerca di autenticità, di fattori emozionali e sorprendenti, di recupero delle matrici culturali e di luoghi inusuali, lontani dalla massificazione e intrisi di spiritualità.

Da questo punto di vista, appaiono significativi e rilevanti alcuni progetti nazionali sviluppati negli anni più recenti. Tra questi rivestono particolare rilevanza l’Atlante dei Cammini, redatto dal Mibac come risultato dell’Anno nazionale dei Cammini 2016, e il Sistema Nazionale delle Ciclovie Turistiche, cui il Ministero delle Infrastrutture ha destinato oltre 360 milioni di euro tra il 2016 e il 2024.

Vi sono poi una schiera di progetti regionali, orientati dalle politiche e dalle programmazioni comunitarie, che contribuiscono alla sostenibilità dei fenomeni connessi al turismo, nelle zone protette, nei Parchi, nelle aree interne e anche lungo le coste. Non solo LIFE, ma anche INTERREG, PSR e FESR. Siamo però ancora in presenza di un fenomeno multiforme: l’attuazione delle misure è attuata “a macchia di leopardo”, per cui spesso l’efficacia delle politiche pubbliche si esaurisce senza che le singole azioni – da sole – producano l’effetto di contribuire significativamente ad un nuovo orientamento dei flussi turistici o della qualità della vita quotidiana delle persone.

In questi primi tre anni di Meeting sono state presentate anche iniziative locali, da parte di Enti intermedi quali Province, Aree protette, Gruppi di Azione Locale, Parchi Culturali Ecclesiali, Università, Comuni e Scuole: ciascuno virtuoso, ottima prassi e progetto esemplare, ma che rimane ancora troppo spesso isolato e confinato sia nello spazio che nel tempo.

Ecco perché riteniamo che l’inserimento e il monitoraggio di tante ottime iniziative debba diventare una piattaforma unitaria, a beneficio dell’intero Paese: per creare un portfolio di buone prassi a disposizione delle comunità di cittadini, delle comunità scientifiche, delle amministrazioni locali virtuose e delle istituzioni nazionali.


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