Il 9 ottobre del 1974 i rappresentanti dell’Ufficio Cattolico Italiano del Turismo e dell’Unione delle Superiore Maggiori Italiane si riunivano per fondare il Centro Italiano Turismo Sociale: un’associazione pensata a servizio dei pellegrini e delle strutture ricettive che li avrebbero accolti nell’imminente giubileo del 1975.

Il CITS, da ormai quasi mezzo secolo, supporta e promuove le case per ferie e di ospitalità religiosa come luogo di elezione del turismo sociale e dell’accoglienza a chi percorre le antiche vie di pellegrinaggio ed i cammini.

Il turismo associativo ha perso terreno rispetto al 9 ottobre 1974. La rivoluzione digitale e i dispositivi personali consentono oggi a ciascuno di creare da sé il proprio prodotto turistico, ma anche di vivere l’esperienza del viaggio e dell’ospitalità in maniera totalmente autonoma (e non di rado solitaria). Il consumismo spersonalizzante che corre alla velocità della luce sembra aver avuto la meglio tradizionale aspetto di convivialità del viaggio e del tempo libero.

Eppure ci sono qua e là segni sempre più frequenti di una rinnovata esigenza di socialità nel turismo, di lentezza e di semplicità: proprio i valori che sono stati alla base della fondazione del CITS quel 9 ottobre di tanti anni fa, che l’associazione continua a diffondere perché continua a crederci, nonostante tutto.

Programmare un viaggio con CITS significa avvalersi dell’esperienza di chi sa molto bene che l’esigenza di relazione e la centralità dell’essere umano sono bisogni insopprimibili dell’uomo, anche – e soprattutto – quando è in viaggio, lontano da casa.
Ecco quindi che la missione delle case per ferie, degli ospitali lungo le vie di pellegrinaggio e delle case religiose di accoglienza rimane più che mai attuale, perché risponde ai desideri insopprimibili di condivisione e di convivialità.

Questi valori, unitamente all’accessibilità alle famiglie (i nuovi poveri della società contemporanea) e alle disabilità possono essere veicolati coerentemente al massimo grado da quella categoria di strutture che fa dell’accoglienza la propria missione di vita.

“Il Giubileo alle porte non è solo quello del 2025, ancora lontano ma non troppo, ma è tutti i giorni in cui le case per ferie aprono le loro porte”, spiega Luca Baiosto, vicepresidente vicario del CITS – Centro Italiano Turismo Sociale.

L’ACCOGLIENZA IN UNA “CARTA”

Le Case per Ferie aderenti al CITS rispettano i principi dell’ospitalità e dell’accoglienza racchiusi in una “carta dei valori“:

  • offrire chiare informazioni su prezzi, servizi offerti, indicazioni stradali e relativa georeferenziazione;
  • rispetto della normativa vigente in materia di Case per Ferie e strutture di ospitalità extralberghiera, igiene e sanità, sicurezza;
  • attenzione all’ambiente (uso delle acque, smaltimento rifiuti, energie alternative, manutenzione e tutela del territorio);
  • impegno nel garantire la sicurezza alimentare, e nell’evitare la presenza di OGM;
  • impegno all’uso ed alla vendita di prodotti agroalimentari tipici e locali , a km 0, anche di aziende agricole convenzionate Cits, nel rispetto dell’enogastronomia locale, stagionale e tradizionale, proponendo menù che ne utilizzino i prodotti;
  • disponibilità a far conoscere la Casa per Ferie, le sue attività, le sue produzioni, il territorio circostante e la sua identità territoriale;
  • valorizzazione di prodotti a marchio IGP, IGT, DOP, BIO, DOC, DOCG;
  • garanzia di fornitura di prodotti presso la rete di imprese convenzionate.

Per saperne di più, visita il sito ufficiale.

 

Rispondi